CRONACHE DA UN ALTRO MONDO

Fatti, curiosita', misteri dagli anni '50

CHE COSA PENSANO DEL PROCESSO DI ROMA - 2
PERSONAGGI CELEBRI COMMENTANO I FATTI DI ROMA
Inchiesta da "Oggi" n. 12 del 1° aprile 1954

MEMO BENASSI


L’attore Memo Benassi ci ha dichiarato invece:

 

Come giudica Anna Maria Caglio, la ritiene sincera e in buona fede?

La credo sincerissima.

Pensa che la magistratura e la polizia avrebbero potuto comportarsi diversamente di fronte all’affare Montesi?

Visto tutto quello che salta fuori, è logico che la magistratura e la polizia si sarebbero dovute comportare meglio.

I fatti emersi dal processo di Roma le paiono sufficienti per mettere sotto accusa un’intera classe dirigente e con essa la borghesia italiana?

Sì: occorrerebbe adesso fare un’inchiesta in tutte le case per vedere se si trovano sacchetti di cocaina.

Ritiene che il processo di Roma serva soltanto ai comunisti o sia anche la dimostrazione che la democrazia non ha paura della verità?

A processo concluso si potranno tirare le somme.

Pensa che vi siano molti evasori fiscali del genere di Ugo Montagna?

Tantissime, me compreso, che ho tentato di eludere il fisco senza riuscirci.

Esiste a suo parere qualcuno che sa tutta la verità sulla morte di Wilma Montesi?

Esiste sicurissimamente. Adesso lo sa solo Dio, poi salterà fuori.

Ha qualche opinione da esprimere anche non indicata da queste domande?

L’attenzione dell’opinione pubblica sull’affare Montesi comincia a diventare esasperante: sarebbe meglio che la gente si interessasse finalmente di altre cose, più serie e impegnative.

 

GIORGIO SCERBANENCO


Lo scrittore Giorgio Scerbanenco, autori di tanti romanzi sulla società contemporanea, ci ha detto:

 

Come giudica Anna Maria Caglio, la ritiene sincera e in buona fede?

Penso che sia la magistratura a dover rispondere a questa domanda e non il pubblico informato di lei dai giornali delle più svariate tendenze.

Pensa che la magistratura e la polizia avrebbero potuto comportarsi diversamente di fronte all’affare Montesi?

Probabilmente sì.

I fatti emersi dal processo di Roma le paiono sufficienti per mettere sotto accusa un’intera classe dirigente e con essa la borghesia italiana?

Assolutamente no: la classe dirigente e la borghesia italiana non possono ovviamente essere messe sotto accusa per le colpe di alcuni suoi membri.

Ritiene che il processo di Roma serva soltanto ai comunisti o sia anche la dimostrazione che la democrazia non ha paura della verità?

I comunisti si servono e si serviranno sempre di qualunque cosa per gettare discredito sulla democrazia; ma questo processo è evidentemente la prova che la democrazia italiana non ha paura della verità.

Pensa che vi siano molti evasori fiscali del genere di Ugo Montagna?

Può darsi: non ho la minima informazione al riguardo.

Esiste a suo parere qualcuno che sa tutta la verità sulla morte di Wilma Montesi?

Idem, come sopra.

Ha qualche opinione da esprimere anche non indicata da queste domande?

Desidererei che da questo processo venisse fuori tutta la verità e che le persone di buon senso avessero ancora una volta la dimostrazione di come i nemici della democrazia siano sempre disposti a usare i mezzi più disonesti contro di essa: la democrazia però li batterà.

 

ISA BARZIZZA


L’attrice Isa Barzizza ha dichiarato:

 

Come giudica Anna Maria Caglio, la ritiene sincera e in buona fede?

La ritengo molto amareggiata e gelosa.

Pensa che la magistratura e la polizia avrebbero potuto comportarsi diversamente di fronte all’affare Montesi?

La magistratura no: la polizia sì.

I fatti emersi dal processo di Roma le paiono sufficienti per mettere sotto accusa un’intera classe dirigente e con essa la borghesia italiana?

Assolutamente no.

Ritiene che il processo di Roma serva soltanto ai comunisti o sia anche la dimostrazione che la democrazia non ha paura della verità?

Mi sembra, proprio per questo triste episodio della vita italiana, che la democrazia non abbia paura della verità

Pensa che vi siano molti evasori fiscali del genere di Ugo Montagna?

Sì.

Esiste a suo parere qualcuno che sa tutta la verità sulla morte di Wilma Montesi?

Penso che la polizia (e non la magistratura) sappia molto.

Ha qualche opinione da esprimere anche non indicata da queste domande?

Perché non riportare il tutto a episodio di cronaca?

 

PEPPINO DE FILIPPO


L’attore Peppino De Filippo ha affermato con particolare calore:

 

Come giudica Anna Maria Caglio, la ritiene sincera e in buona fede?

Più che sincera la ritengo sincerissima. Le sue dichiarazioni sono sempre chiare e precise anche se generiche. Ammenocché non si è pazzi, non si possono affermare tante cose con tanta sicurezza se la coscienza non te le suggerisce. Alla magistratura spetta ora il dovere di indagare con serietà per stabilire la verità dei fatti.

Pensa che la magistratura e la polizia avrebbero potuto comportarsi diversamente di fronte all’affare Montesi?

Sia la polizia sia la magistratura si sono comportati malissimo di fronte al caso Montesi. Si sono comportati come peggio non potevano archiviando in sì breve tempo un delitto simile. Par quasi che si siano messe in gara tra loro per ricavarne chi sa quale premio di ben servito.

I fatti emersi dal processo di Roma le paiono sufficienti per mettere sotto accusa un’intera classe dirigente e con essa la borghesia italiana?

I fatti sono più che sufficienti per mettere sotto accusa non soltanto la borghesia ma tutto il popolo italiano, a cui basta, a volte, solamente una pallidissima giornata di sole per dimenticare i rigori sofferti dell’inverno passato e illudersi sull’avvenire.

Ritiene che il processo di Roma serva soltanto ai comunisti o sia anche la dimostrazione che la democrazia non ha paura della verità?

Il processo di Roma serve a stabilire che, se la democrazia ci sa dare di queste verità, per mio conto è meglio che non ci sia.

Pensa che vi siano molti evasori fiscali del genere di Ugo Montagna?

Delle evasioni fiscali del genere di Ugo Montagna ne è piena l’Italia a cominciare dai più alti papaveri che ci governano e per meglio chiarire: deputati e ministri.

Esiste a suo parere qualcuno che sa tutta la verità sulla morte di Wilma Montesi?

La verità sulla morte della Montesi, a mio parere, sono in molti a saperla, ed è questo l’ostacolo maggiore che ne impedisce la rivelazione. L’arma micidiale è nelle mani di parecchi ed è logico quindi che nessuno di loro abbia intenzione di usarla: la morte sarebbe uguale per tutti.

 

FRANCESCO MESSINA


Lo scultore Francesco Messina ha detto:

 

Come giudica Anna Maria Caglio, la ritiene sincera e in buona fede?

Io giudico Anna Maria Caglio una povera sbandata, vittima di un avvenimento più grande di lei, vale a dire sproporzionato alla sua modesta figura. Può darsi che sia in buona fede, ma si potrebbe anche pensare che il suo comportamento sia dettato da un risentimento d’amante abbandonata.

Pensa che la magistratura e la polizia avrebbero potuto comportarsi diversamente di fronte all’affare Montesi?

A questa domanda non so rispondere. Per quello che riguarda la polizia, conosco Tommaso Pavone dal 1930, quand’era segretario particolare del prefetto di Genova; l’ho rivisto qui a Miano nella sua funzione di prefetto, debbo dire che l’ho sempre conosciuto come un funzionario esemplare e come un galantuomo.

I fatti emersi dal processo di Roma le paiono sufficienti per mettere sotto accusa un’intera classe dirigente e con essa la borghesia italiana?

Non mi pare che sia il caso di esagerare. Sebbene la borghesia italiana possa aver accusato qualche colpo infertole dall’ultima guerra, ritengo che la maggior parte di essa sia ancora sana e c’è da augurarsi che un lungo periodo di maggior benessere possa risanare le sue ferite.

Ritiene che il processo di Roma serva soltanto ai comunisti o sia anche la dimostrazione che la democrazia non ha paura della verità?

Il processo di Roma può veramente servire a speculazioni di carattere politico, ma deve soprattutto servire al governo per dimostrare l’onestà della democrazia nella ricerca della verità e nella sua funzione moralizzatrice al di sopra di ogni interesse di parte.

Pensa che vi siano molti evasori fiscali del genere di Ugo Montagna?

A questa domanda non so rispondere.

Esiste a suo parere qualcuno che sa tutta la verità sulla morte di Wilma Montesi?

Io non seguo mai i processi penali né m’interesso di cronaca nera: mi sono interessato a questo processo perché i suoi sviluppi sono andati oltre la cronaca investendo l’onore di tutta una categoria d’italiani.

 

PAOLO MARZOTTO


Paolo Marzotto, figlio del conte Gaetano, ha risposto così:

 

Come giudica Anna Maria Caglio, la ritiene sincera e in buona fede?

Non la conosco, perciò non la posso giudicare. Mi sembra, però, un po’ fatua.

Pensa che la magistratura e la polizia avrebbero potuto comportarsi diversamente di fronte all’affare Montesi?

Alla luce dei fatti emersi al processo di Roma, non posso giudicare sul come si sono comportate, però qualora, per diverse ragioni, non avessero espletato in pieno le loro funzioni, penso che siano sempre in tempo per farlo.

I fatti emersi dal processo di Roma le paiono sufficienti per mettere sotto accusa un’intera classe dirigente e con essa la borghesia italiana?

Mi pare che sia ridicolo incriminare una intera classe per un fatto del genere: sarebbe come che in Francia per il caso Drummond fosse stata incriminata tutta la classe dei contadini.

Ritiene che il processo di Roma serva soltanto ai comunisti o sia anche la dimostrazione che la democrazia non ha paura della verità?

Ritengo che, se in Italia la stampa seria prendesse a cuore i fattori economici sociali che determinano un grave stato di miseria nella gran massa, così come ha preso a cuore il caso Montesi, e di quei fattori economici e sociali facesse una disamina autorevole e precisa indirizzando giustamente il pubblico disorientato e abulico, non dovremmo preoccuparci di sapere se il processo di Roma potrà giovare o meno al comunismo.

Pensa che vi siano molti evasori fiscali del genere di Ugo Montagna?

Certamente, moltissimi: e ve ne saranno sempre, finché nuove leggi, più semplici e più giuste, invoglieranno il cittadino a cessare di frodare lo Stato.

Esiste a suo parere qualcuno che sa tutta la verità sulla morte di Wilma Montesi?

Il Padre Eterno, di sicuro.

Ha qualche opinione da esprimere anche non indicata da queste domande?

Non ho nessuna opinione al riguardo che esuli dalle domande a cui sopra ho risposto.

 

LILLA BRIGNONE


L’attrice Lilla Brignone ha detto:

 

Come giudica Anna Maria Caglio, la ritiene sincera e in buona fede?

La considero una irresponsabile non avendo portato, almeno per ora, delle prove complete che avallino le sue accuse.

Pensa che la magistratura e la polizia avrebbero potuto comportarsi diversamente di fronte all’affare Montesi?

Senza dubbio: la versione del “pediluvio” è stata troppo ingenua: non ha soddisfatto né l’opinione pubblica né l’interprete di essa, cioè la stampa, da ciò la fatalità che una parte della stampa abbia cercato la verità.

I fatti emersi dal processo di Roma le paiono sufficienti per mettere sotto accusa un’intera classe dirigente e con essa la borghesia italiana?

Secondo me no: non basta che un rappresentante di una classe sbagli perché tutta la stessa venga condannata, infatti se un alunno non supera un esame non è tutta la scolaresca che viene bocciata ma lui solo. Comunque resta il fatto che una parte della classe dirigente viene senza dubbio ad essere condannata data la gravità dei fatti emersi.

Ritiene che il processo di Roma serva soltanto ai comunisti o sia anche la dimostrazione che la democrazia non ha paura della verità?

Secondo me l’immoralità non giova né ai comunisti né alla democrazia.

Pensa che vi siano molti evasori fiscali del genere di Ugo Montagna?

Sì, moltissimi.

Esiste a suo parere qualcuno che sa tutta la verità sulla morte di Wilma Montesi?

Se è stata assassinata, l’assassino.

Ha qualche opinione da esprimere anche non indicata da queste domande?

Secondo me ci sono troppi Montagna in giro che hanno avuto la fortuna di non incontrare una Caglio.

 

DON PAOLO LIGGERI


Don Paolo Liggeri, direttore dell’istituto “La Casa”, ha risposto così:

 

Come giudica Anna Maria Caglio, la ritiene sincera e in buona fede?

A dire il vero, sono sorpreso della eccessiva credulità con cui sono state accolte da molti le numerose – troppe – affermazioni di Anna Maria Caglio. Penso che la Caglio non sappia molto, ma abbia intuito molte cose, e molte altre le abbia elaborate con la fantasia, che non so fino a che punto non sia malata.

Pensa che la magistratura e la polizia avrebbero potuto comportarsi diversamente di fronte all’affare Montesi?

Anch’io sono rimasto molto perplesso sulle conclusioni della polizia riguardo la morte della Montesi e della placidità con cui la magistratura le ha accolte.

I fatti emersi dal processo di Roma le paiono sufficienti per mettere sotto accusa un’intera classe dirigente e con essa la borghesia italiana?

E’ semplicemente puerile, anzi assurdo, che dai fatti riprovevoli dei singoli si giudichi un’intera classe dirigente. Come se dalla diserzione o dal tradimento di alcuni ufficiali si traesse l’illazione per giudicare marcio un intero esercito. Ma probabilmente, in questi facili giudizi, giocano fortemente risentimenti e insoddisfazioni personali, e più ancora le manovre politiche.

Ritiene che il processo di Roma serva soltanto ai comunisti o sia anche la dimostrazione che la democrazia non ha paura della verità?

Il processo di Roma apre certamente una pagina molto dolorosa sulle piaghe e le immoralità di alcune persone o di certi limitati settori della nostra società, ma sarà anche una prova lampante in favore della democrazia. Ne è prova la piena libertà di stampa, a volte anche eccessiva nel giuoco delle insinuazioni e degli stratagemmi calunniosi o, per lo meno, infamanti. In certi Paesi, molto cari ai militanti di estrema sinistra, processi del genere si svolgono in ben diversa maniera, e quanto alla libertà di stampa… lasciamo stare.

Pensa che vi siano molti evasori fiscali del genere di Ugo Montagna?

Non sono pratico di evasioni fiscali, ma ritengo che occorra tener duro in questa campagna bonificatrice, i cui frutti dovrebbero determinare una maggior giustizia sociale e concreti vantaggi per la collettività.

 

GIORGIO DE CHIRICO


A Roma, il pittore Giorgio de Chirico ha così risposto alle nostre domande: “Non ho seguito la vicenda attentamente, ora poi non ci capisco più nulla. Tuttavia mi sembra che l’atmosfera sia la medesima che circondò, a suo tempo, a Parigi, il famoso affare Stavisky. Ho anche l’impressione che, purtroppo, la nostra società invece di evoluire, regredisca. Ambizione ed isteria dominano gli animi, tutto ciò è molto triste”.

 

SOPHIA LOREN


L’attrice Sophia Loren, convalescente da una broncopolmonite presa durante la lavorazione del film L’oro di Napoli, ha dato di Anna Maria Moneta-Caglio un giudizio piuttosto duro. Eccolo: “Ritengo Anna Maria Moneta-Caglio una mitomane: fra l’altro ha perduto anche il senso della più elementare femminilità. Il più elementare pudore dovrebbe suggerire di nascondere certe cose. Secondo me, si tratta di una mitomane e un’irresponsabile. Ritengo che la polizia e la magistratura abbiano fatto il loro dovere per quanto è stato umanamente possibile. D’altra parte, come dice Pirandello, “la verità non la sa nemmeno Iddio”. I fatti emersi dal processo Muto non mi sembrano, tuttavia, sufficienti per mettere sotto accusa la borghesia italiana. Scandali ne sono sempre avvenuti in ogni Paese e in ogni tempo, anche di più gravi”.

 

LUCIANA PEVERELLI


Vivaci le risposte di Luciana Peverelli, autrice di romanzi che hanno incontrato grande favore tra il pubblico femminile:

 

Come giudica Anna Maria Caglio, la ritiene sincera e in buona fede?

I sentimenti che hanno spinto Anna Maria Moneta a parlare non sono certo sublimi: gelosia, vendetta, comunque ha dimostrato coraggio, e la sua reazione di fronte alla scoperta che alla morte di una creatura innocente non fosse estraneo l’uomo da lei amato è stata quella di una persona ancora capace di sentimenti onesti e leali. La credo in perfetta buona fede, anche se l’esaltazione del suo spirito e l’esagerazione dei fatti potranno essere provati, ella è pienamente scusabile.

Pensa che la magistratura e la polizia avrebbero potuto comportarsi diversamente di fronte all’affare Montesi?

La risposta a questa domanda l’ha già data il pubblico ministero. Perché riaprire un’istruttoria se magistratura e polizia si fossero comportate diversamente?

I fatti emersi dal processo di Roma le paiono sufficienti per mettere sotto accusa un’intera classe dirigente e con essa la borghesia italiana?

Forse no. Comunque è giusto mettere sotto accusa tutti coloro che, essendo al potere, se ne giovano per i loro interessi personali ai danni dello Stato, soprattutto sentendosi salvaguardati da un’aureola di ineccepibilità e di moralità.

Ritiene che il processo di Roma serva soltanto ai comunisti o sia anche la dimostrazione che la democrazia non ha paura della verità?

Il processo di Roma non serve soltanto ai comunisti, e spero che riesca a poter dimostrare che la democrazia non teme la verità. Sarebbe già una bella vittoria su tutti i partiti. E poiché si parla tanto di campagna comunista scandalosa, lasciatemi pensare che cosa sarebbe avvenuto se il partito democristiano avesse scoperto che alcune personalità comuniste erano implicate in una faccenda del genere.

Pensa che vi siano molti evasori fiscali del genere di Ugo Montagna?

Penso che in Italia vi siano migliaia di evasioni fiscali del genere di quella di Ugo Montagna. La mentalità degli italiani non riuscirà mai a liberarsi dalla convinzione che “bisogna cercare in tutti i modi di mentire a proposito del fisco”. Ne nasce di conseguenza che ogni denuncia è già presupposta “bugiarda”, e non a torto, dal fisco stesso, e che la sfacciataggine dei contribuenti arriva al punto che, pur essendo tassati per un centesimo di quello che guadagnano realmente, non si peritano di far ugualmente ricorso. In Francia e soprattutto in Inghilterra tale mentalità è già superata e il cittadino ha maggior coscienza dei suoi doveri e non si ribella alle decisioni dello Stato. Forse quanto accade in Italia dipende da un’innata sfiducia nelle classi dirigenti dello Stato, dalle quali viene dato spesso cattivo esempio.

Esiste a suo parere qualcuno che sa tutta la verità sulla morte di Wilma Montesi?

Poiché è assolutamente impossibile che Wilma Montesi fosse sola al momento della morte ed è assolutamente improbabile che sia morta per aversi voluto bagnare i piedi in una sera di tramonto piovoso, è logico che esistano parecchie persone che sanno la verità sulla sua morte.

 

ALBERTO MORAVIA


Ed ecco, sull’argomento del giorno, il giudizio di Alberto Moravia, il più celebre tra i romanzieri italiani contemporanei e attentissimo descrittore e critico dei costumi:

“Credo che Anna Maria Caglio sia sincera e in buonafede. Non soltanto molte delle sue affermazioni hanno trovato conferma nella realtà, ma quello che dice ha l’accento dell’autenticità e della sincerità. Naturalmente ciascuna delle sue accuse dovrà essere provata: sincerità e buona fede non escludono errori ed esagerazioni”. Circa l’opera della polizia e della magistratura lo scrittore osserva che “magistratura e polizia avrebbero dovuto e potuto comportarsi diversamente. Non spetta a me dire in quali occasioni, anche perché sono cose oramai di dominio pubblico. Per fare un solo esempio, una delle cose che mi ha indignato di più è stato l’arbitrario arresto e l’internamento in manicomio del pittore Francimei. L’agente che l’ha arrestato e tutti coloro che hanno ordinato l’arresto e provveduto all’internamento andrebbero puniti”. Ad Alberto Moravia sembra che “i fatti emersi dal processo Muto non siano sufficienti per mettere sotto accusa l’intera borghesia italiana”. Ma, aggiunge, “non c’è dubbio che una parte della classe dirigente, la quale a sua volta non è che una parte della borghesia, esce alquanto malconcia dal processo. Circa, la borghesia italiana, poi, io direi che nel suo complesso non è né disonesta né corrotta ma soltanto edonista. Tale edonismo, in casi particolari ed estremi, può evidentemente portare alla corruzione e alla disonestà”. Alberto Moravia è convinto che ci siano in Italia molti evasori fiscali del genere di Ugo Montagna, ed è anche del parere che esista qualcuno a conoscenza della verità sulla morte di Wilma Montesi, “perché”, dice, “è evidente che la tesi della morte solitaria non regge”.

 

GIUSEPPE MAROTTA


Il giudizio dello scrittore Giuseppe Marotta su Anna Maria Caglio è severissimo:

“Non apprezzo, è un fatto, le ragazze che chiamano “Ciccio Patata” l’oggetto dei loro desideri e che gradiscono per sé il tenero appellativo di “Genoveffa la racchia”. Non gusto le ragazze che amano, quando amano, con un appannaggio di 500.000 lire mensili e che, quando smettono d’amare, accusano l’ex fidanzato o quel che era, dei più nefandi crimini. Penso che la Moneta-Caglio, se fosse stata la eccellente mistica ragazza che afferma di essere, non avrebbe dato retta per più di cinque minuti al Montagna da lei descritto. Non mi si venga a parlare di ingenuità: le donne ci indovinano al primo sguardo”. Per Giuseppe Marotta la versione legale della morte della Montesi si regge su inconsistentissime grucce. Come invenzione essa è tanto povera che se ne vergognerebbe un bambino. Soltanto la verità, qualche volta, si permettere di essere così idiota. D’altra parte, Marotta ritiene che “nessuno sarebbe tentato di sospettare di un’intera classe dirigente, se quei pochi rappresentanti di essa, più o meno implicati nello scandalo, si traessero in disparte fino al termine dei vari processi. L’opinione pubblica diffida giustamente di chi, a torto o a ragione accusato d’intelligenza col Montagna, non depone anzitutto le proprie alte cariche (sempre in qualche modo protettive) e non si offre alle indagini come un qualunque cittadino. Perché, dopo il rapporto dei carabinieri sul Montagna, i suoi autorevoli amici non hanno spiegato come divennero tali e non lo hanno ripudiato? Io escludo che essi lo ritengano tuttora immacolato: dunque lo rinneghino solennemente, spiegando che uno non può chiedere la fedina penale a ogni nuovo amico il cui aspetto, la cui condizione e le cui maniere non suscitino in lui il minimo dubbio. Il regime democratico non teme la verità: ma in Italia esistono ancora troppi democratici che dagli estremismi politici hanno imparato a seppellirla viva. Essi portano ossigeno e medicine soltanto alla verità che nuoce ai loro antagonisti e perfino ai loro competitori nello stesso partito. Per chiudere, ritengo che esista qualcuno a conoscenza della verità sulla morte di Wilma Montesi. Nemmeno un “barbone” o un gatto muore all’insaputa di tutti”.