CRONACHE DA UN ALTRO MONDO

Fatti, curiosita', misteri dagli anni '50

CHE COSA PENSANO DEL PROCESSO DI ROMA - 1
PERSONAGGI CELEBRI COMMENTANO I FATTI DI ROMA
Inchiesta da "Oggi" n. 12 del 1° aprile 1954

Abbiamo invitato alcuni personaggi celebri in Italia a rispondere a queste domande (nota: nell’articolo originale le domande erano elencate sotto il titolo e nel testo c’erano soltanto le risposte, questo per me lo rendeva di difficile lettura e quindi le ho ripetute per ogni personaggio)


IL PADRE DI ANNA MARIA


Attilio Moneta-Caglio, il padre di Anna Maria, la ragazza protagonista del processo, ha risposto alle nostre sette domande in questo modo:


Come giudica Anna Maria Caglio, la ritiene sincera e in buona fede?

Sì.

Pensa che la magistratura e la polizia avrebbero potuto comportarsi diversamente di fronte all’affare Montesi?

Penso ch’era meglio aprire fin dal principio l’istruttoria formale.

I fatti emersi dal processo di Roma le paiono sufficienti per mettere sotto accusa un’intera classe dirigente e con essa la borghesia italiana?

Mi sembra, invece, ch’è una grande conquista della democrazia e della libertà, quella di poter conoscere pubblicamente i propri difetti in modo che si trovino i rimedi più adatti, mentre nei regimi totalitari tutto viene soffocato quando non fa comodo ai dittatori.

Ritiene che il processo di Roma serva soltanto ai comunisti o sia anche la dimostrazione che la democrazia non ha paura della verità?

Sono del parere che il processo di Roma dimostri la superiorità assoluta dei regimi democratici e liberi di fronte ai dittatoriali.

Pensa che vi siano molti evasori fiscali del genere di Ugo Montagna?

Penso che sia possibile giungere, con indagini fatte da funzionari onesti, a un accertamento assai più vicino alla verità in materia fiscale.

Esiste a suo parere qualcuno che sa tutta la verità sulla morte di Wilma Montesi?

Non sono in grado, allo stato attuale, di dare a me stesso una risposta esauriente. Forse durante il corso dell’istruttoria, se emergerà qualche nuovo elemento, potrò farmi una idea più chiara.

Ha qualche opinione da esprimere anche non indicata da queste domande?

Desidero precisare, a questo punto, il ruolo che mia figlia si è assunta in questa aggrovigliata vicenda. Le sue affermazioni non hanno valore di accuse o di denunzie: propongono soltanto dei sospetti sui quali, per ragioni proprie e particolari, ha fondato certi suoi convincimenti personali. Per questo sono convinto che il testamento del 30 ottobre 1953, di cui io ignoravo l’esistenza, non sposta affatto le cose e non costituisce un atto di accusa, non essendosi verificata la condizione dichiarata nel testamento stesso, la soppressione cioè di Anna Maria. Si tratta, quindi, di un documento che doveva rimanere segreto fino alla morte della ragazza, com’è per tutti i testamenti. Esso non soltanto non ha valore di accusa, ma se mai denota che mia figlia era effettivamente spaventatissima in quel momento e perciò in buona fede. Escludo che ora mia figlia sia minacciata da qualcuno, come erroneamente hanno riferito alcuni giornali, tanto che la ragazza esce normalmente per Roma. Anna Maria, d’altra parte, continua ad abitare nella villa delle suore redentoriste e vi si trova bene. Nella nuova fase istruttoria Anna Maria sarà assistita, oltre che dall’avv. Ferrari Bravo, da un altro legale di Roma. Essi si propongono di riportare la posizione di mia figlia, nell’affare Montesi, alle sue reali proporzioni, anche per separare nettamente ogni eventuale responsabilità di Anna Maria da quella assurda campagna diffamatoria condotta dai socialcomunisti. Se mia figlia ha dato prova di esagerata esuberanza e di inesperienza giovanile, se essa si è sacrificata fino al punto di mettere in piazza la sua vita intima ed anche i suoi più gelosi sentimenti, la mia speranza è che dal sacrificio di mia figlia molte ragazze inesperte possano trarre elementi utili per sfuggire a quegli avventurieri, senza scrupoli e senza fede, che s’annidano anche negli ambienti più rispettabili. Non tutto il male viene per nuocere. Come la febbre libera l’organismo dai bacilli infettivi, così penso che il nostro Paese uscirà migliore dallo scoppio di questa crisi morale. Da parte mia dichiaro di volermi tenere assolutamente estraneo alla vicenda.

 

PIERO MALCOVATI


A Milano, il professor Piero Malcovati, docente in ostetricia e ginecologia e direttore dell’istituto provinciale di maternità, ha così risposto:


Come giudica Anna Maria Caglio, la ritiene sincera e in buona fede?

A tutt’oggi non si può che giudicarla una esaltata esibizionista: non si può escludere che la nuova istruttoria dimostri che è veritiera: ma esibizionista rimarrebbe ugualmente.

Pensa che la magistratura e la polizia avrebbero potuto comportarsi diversamente di fronte all’affare Montesi?

Sì, gli aspetti meno simpatici di questa vicenda sono dovuti a vizi di procedura.

I fatti emersi dal processo di Roma le paiono sufficienti per mettere sotto accusa un’intera classe dirigente e con essa la borghesia italiana?

No: affaristi e donne equivoche sono ai margini della sana e laboriosa borghesia italiana.

Ritiene che il processo di Roma serva soltanto ai comunisti o sia anche la dimostrazione che la democrazia non ha paura della verità?

Per ora ha servito solo ai comunisti per eliminare un funzionario capace e stimato come Pavone che avrebbe dato loro molto filo da torcere.

Pensa che vi siano molti evasori fiscali del genere di Ugo Montagna?

Sì.

Esiste a suo parere qualcuno che sa tutta la verità sulla morte di Wilma Montesi?

Penso di sì. Certo la famiglia dovrebbe sapere molto di più, se non sulla morte, almeno sulla vita di Wilma Montesi nel periodo immediatamente precedente la morte.

Ha qualche opinione da esprimere anche non indicata da queste domande?

Se la stampa seria e indipendente avesse tenuto un atteggiamento più riservato, non avrebbe fatto inutilmente e oltre misura, come è invece accaduto, il gioco degli “scandalisti” professionali.

 

RODOLFO MARGARIA


Il prof. Rodolfo Margaria, direttore dell’istituto di fisiologia dell’Università di Milano, ha detto invece:


Come giudica Anna Maria Caglio, la ritiene sincera e in buona fede?

Ritengo Anna Maria Caglio sincera e in buona fede, anche se hanno contribuito moventi di ordine affettivo e non soltanto amore di giustizia a farle formulare la nota accusa. E’ evidentemente una ragazza passionale che ha sorvolato sugli elementi tecnici che è necessario possedere per salvaguardarsi dalle contro-accuse: e non so se i dati di fatto e le testimonianze che le vengono contestati con tanto impeto dai suoi avversari che si battono per sopravvivere, risulteranno sufficienti a far trionfare la sua causa.

 Pensa che la magistratura e la polizia avrebbero potuto comportarsi diversamente di fronte all’affare Montesi?

La magistratura e la polizia avrebbero certamente potuto comportarsi diversamente di fronte all’affare Montesi. La diagnosi di morte di Wilma data dalle autorità è un insulto alla opinione pubblica, ed una presa in giro dei più elementari principi di giustizia: ricorda la versione ufficiale data dal ministro degli interni Scelba sulla morte di Giuliano, versione che è stata smascherata pochi giorni dopo da giornalisti recatisi sul luogo. Non dovrebbe essere lecito prendere in giro tutta una nazione quando si tratta di principi morali così fondamentali.

I fatti emersi dal processo di Roma le paiono sufficienti per mettere sotto accusa un’intera classe dirigente e con essa la borghesia italiana?

Ho già detto altrove che non credo alla esistenza di una borghesia, una classe di altri tempi che oggi non esiste più. Né vedo gli estremi per estendere l’accusa a tutta la classe dirigente: molti della classe dirigente “politica” sono sicuramente responsabili di questo stato di cose, ma le classi dirigente delle altre attività della nazione, delle attività produttive, non c’entrano affatto, e mi sembrano abbastanza a posto.

Ritiene che il processo di Roma serva soltanto ai comunisti o sia anche la dimostrazione che la democrazia non ha paura della verità?

Non vedo cosa c’entrino i comunisti col processo di Roma. Tirare in ballo i comunisti non è che un diversivo dei colpevoli, i quali si appellano alla popolazione per dire “ingoiate la pillola, non dateci addosso, se no i comunisti prevalgono e col loro regime starete peggio che col nostro” e questa è una confessione di colpevolezza. Il processo non dimostra che la democrazia non ha paura della verità: anche qui la democrazia non c’entra. Molti uomini politici hanno probabilmente interferito col corso della giustizia, e quelli dovrebbero essere i rappresentanti della democrazia: per questo non bisogna confondere la democrazia coi suoi rappresentanti, anche se eletti dal popolo. Chi ha dimostrato di volere la verità è il popolo italiano di tutte le classi e di tutti i partiti, e in questo si è imposto alla classe dirigente.

Pensa che vi siano molti evasori fiscali del genere di Ugo Montagna?

In tutte le classi professionali si hanno esempi clamorosi di evasori fiscali, ma non tanto clamorosi forse quanto Ugo Montagna e particolarmente dei suoi amici, che per le parentele politiche altolocate e nel loro stesso interesse di mantenere la posizione di privilegio di cui godevano avrebbero ben potuto comportarsi con un poco più di discrezione e pudore.

Esiste a suo parere qualcuno che sa tutta la verità sulla morte di Wilma Montesi?

Poiché non credo che Wilma Montesi sia morta di pediluvio, è evidente che credo che qualcuno sappia molto bene come si siano svolti i fatti.

Ha qualche opinione da esprimere anche non indicata da queste domande?

Non è facile esprimere una opinione perché quello del processo di Roma non è che uno dei numerosi sintomi del marcio esistente nelle alte classi dirigenti particolarmente tra gli uomini politici: altri sintomi anche molto gravi sono la versione della fine di Giuliano, il processo del banditismo siciliano, la fine di Pisciotta e di altri in carcere, il processo dei milioni e tanti altri.

 

MARIO LUZZATI


L’Avvocato Luzzati, il noto matrimonialista milanese, ci ha detto:


Come giudica Anna Maria Caglio, la ritiene sincera e in buona fede?

Non mi permetto di dare un apprezzamento conoscendo soltanto i resoconti giornalistici del processo ed essendo abituato ad attenermi alle risultanze processuali per formulare un’opinione sulle persone che al processo partecipano.

Pensa che la magistratura e la polizia avrebbero potuto comportarsi diversamente di fronte all’affare Montesi?

Penso che qualunque sia stata la condotta della polizia, la magistratura, che è la principale difesa dei diritti del singolo (e nella magistratura comprendo anche gli appartenenti all’ufficio di pubblico ministero) sia stata alquanto precipitosa nell’archiviazione di un procedimento, quanto meno se si consideri l’estrema rarità di tali archiviazioni, che in casi analoghi non sono quasi mai avvenute oppure sono avvenute soltanto in mancanza assoluta di qualsiasi prova, principio di prova o di semplice indizio.

I fatti emersi dal processo di Roma le paiono sufficienti per mettere sotto accusa un’intera classe dirigente e con essa la borghesia italiana?

Non ritengo che tali fatti possano mettere sotto accusa se non una parte, e cioè quella meno sana, della borghesia italiana; quanto alla classe dirigente occorre prima di tutto sapere quale sia stata la portata dell’intervento effettivo della stessa nella questione precisa in esame prima di poter estendere con arbitrarie illazioni delle responsabilità spettanti, eventualmente, ad una o più persone.

Ritiene che il processo di Roma serva soltanto ai comunisti o sia anche la dimostrazione che la democrazia non ha paura della verità?

E’ indubbio che il processo di Roma servirà non soltanto ai comunisti ma a tutti gli avversari politici dell’attuale maggioranza governativa. Che serva alla causa della democrazia ho molti dubbi, perché la successione dei fatti non mi sembra provi che essa non abbia avuto paura della verità. Direi anzi che la paura della verità è quella che ha aggravato l’importanza di fati che potevano rimanere in un ambito più ristretto.

Pensa che vi siano molti evasori fiscali del genere di Ugo Montagna?

Penso che purtroppo ve ne siano molti ed anche ben maggiori del caso in oggetto.

Esiste a suo parere qualcuno che sa tutta la verità sulla morte di Wilma Montesi?

Se si respinge la tesi della morte accidentale, quale prospettata fin dall’inizio dagli organi di polizia e giudicata assai poco credibile dalla pubblica opinione, la risposta non può che essere affermativa: se esiste una persona uccisa e abbandonata moribonda, esistono una o più persone che hanno cagionato o partecipato al fatto.

Ha qualche opinione da esprimere anche non indicata da queste domande?

Vorrei che questo processo servisse effettivamente a far meditare sull’importanza essenziale della funzione della magistratura quale suprema tutale dei diritti e degli interessi legittimi dei cittadini e, in definitiva, suprema tutela dell’essenza stessa della democrazia.

 

LAURA ADANI


L’attrice Laura Adani ha risposto brevemente e filosoficamente alle nostre sette domande:

 

Come giudica Anna Maria Caglio, la ritiene sincera e in buona fede?

E’ un problema che non mi pongo, perché i fatti non mi riguardano.

Pensa che la magistratura e la polizia avrebbero potuto comportarsi diversamente di fronte all’affare Montesi?

Certo, perché nulla c’è nella vita che non si possa far meglio.

I fatti emersi dal processo di Roma le paiono sufficienti per mettere sotto accusa un’intera classe dirigente e con essa la borghesia italiana?

No. Perché su di un fatto singolo non si può coinvolgere una classe o un ambiente.

Ritiene che il processo di Roma serva soltanto ai comunisti o sia anche la dimostrazione che la democrazia non ha paura della verità?

La democrazia non deve aver paura della verità, ma non basta questo processo per stabilire questo principio.

Pensa che vi siano molti evasori fiscali del genere di Ugo Montagna?

Io credo di sì, anche perché le tasse sono applicate con tanto poco criterio per cui è facile che ognuno tenti di eludere il fisco.

Esiste a suo parere qualcuno che sa tutta la verità sulla morte di Wilma Montesi?

Penso di no, perché se qualcuno ci fosse, a quest’ora avrebbe già dovuto sentire il bisogno morale di dirlo.

Ha qualche opinione da esprimere anche non indicata da queste domande?

Desidererei che tutti si interessassero finalmente di altro.


DINO BUZZATI

Lo scrittore Dino Buzzati, brillante giornalista e autore del famoso romanzo Il deserto dei Tartari, ci ha fatto avere questa risposta:

 

Come giudica Anna Maria Caglio, la ritiene sincera e in buona fede?

Pensa che la magistratura e la polizia avrebbero potuto comportarsi diversamente di fronte all’affare Montesi?

Non sono in grado di rispondere anche perché non ho seguito abbastanza le cronache dei giornali.

I fatti emersi dal processo di Roma le paiono sufficienti per mettere sotto accusa un’intera classe dirigente e con essa la borghesia italiana?

Circa la “incriminazione della classe dirigente”, lo stesso fatto che vi si insiste tanto dimostra la tendenziosità e la superficialità retorica con cui da molti è stata impostata la questione. Simili generalizzazioni, come si fanno a proposito del caso Montesi per dare la croce addosso alla borghesia, mi sembrano soprattutto cretine. Molti le fanno per evidente scopo di propaganda politica e sono fin troppo ovviamente in mala fede. In quanto a coloro, e ce ne sono, che le fanno in buona fede, è chiaro che si lasciano impressionare dalle frasi fatte e non hanno capito niente della vita. Se si vuole fare delle diagnosi di carattere generale, non resta che constatare che il male e il bene sono uniformemente distribuiti. Se mai, lo scandalo Montagna e soci è uno dei tanti sintomi – in piccolo, ciascuno ne può vedere giornalmente intorno a sé, in ogni ambiente – dello scadimento morale determinatosi nel nostro Paese (può darsi anche negli altri, ma io gli altri non li conosco); scadimento non limitato a questa o quella categoria ma esteso all’intero popolo, per cui l’esigenza di “pulizia”, il senso di responsabilità, il rispetto del prossimo, la schiettezza, la lealtà e soprattutto il coraggio civile sono diventati merce rara; tanto che si resta stupiti e quasi increduli quando si incontra una persona veramente onesta, che abbia una solida colonna vertebrale.

Ritiene che il processo di Roma serva soltanto ai comunisti o sia anche la dimostrazione che la democrazia non ha paura della verità?

Pensa che vi siano molti evasori fiscali del genere di Ugo Montagna?

Esiste a suo parere qualcuno che sa tutta la verità sulla morte di Wilma Montesi?

Ha qualche opinione da esprimere anche non indicata da queste domande?

Queste domande mi sembrano superflue, non ammettendo che una risposta sola.