CRONACHE DA UN ALTRO MONDO

Fatti, curiosita', misteri dagli anni '50

La verità sulle guarigioni miracolose - 2

Per sostenere che il guaritore riesce in certi casi a eliminare veri e propri processi morbosi bisogna ammettere che esistono malattie suscettibili di scomparire senza l’uso di medicine e che – fenomeno ancora più curioso . esistono dei disturbi fisici e psichici del tutto indipendenti da lesioni organiche. La scienza moderna ha accettato da parecchio tempo le due tesi e può dimostrarle senza alcun bisogno di chiamare in causa il mistero o il miracolo, mentre il guaritore non ha una sufficiente preparazione tecnica neppure per capire il fondamento di un discorso del genere.


Da ricerche compiute in tutti i Paesi risulta che la clientela abituale dei guaritori è composta prevalentemente dai cosiddetti malati nervosi. Anche il medico specialista sa per esperienza che non è facile trattare questi soggetti e che i disturbi lamentati sono in infiniti casi più apparenti che reali, e che di conseguenza i rimedi comuni ottengono scarsi risultati. E’ il caso tipico del “nervoso” che conosce tutti gli indirizzi dei medici, che ha provato mille cure passando dall’entusiasmo alla delusione e che continua a vivere nella speranza di incontrare finalmente il “suo” medico. Se sente parlare di qualche mago, l’entusiasmo ritorna nell’occasione tanto attesa. Il malato chiede l’appuntamento, si presenta fiducioso, paga ed esce proclamando a gran voce l’avvenuta guarigione. A questo punto i fedeli e i beneficiati diranno: “Ma dunque il malato è guarito? I medici erano falliti nell’intento, e che si pretende ancora?”


Esatto: il malato è guarito e i medici hanno fatto fiasco, ma nel nostro caso dobbiamo precisare due cose. Prima di tutto quella tale malattia non si cura con le comuni medicine e in secondo luogo anche il medico avrebbe ottenuto un buon risultato se avesse usato la tecnica adoperata dal guaritore. La prova? Il lavoro dei medici specialisti in cure psichiche che non ricorrono alla terapia comune e che sanno affrontare e liquidare tutta una serie di disturbi neurotici.


Ma allora esistono disturbi e processi morbosi che non poggiano sulla lesione, insufficienza o degenerazione di qualche organo? Esistono malattie nelle quali l’esame clinico più attento non riesce a scoprire la minima alterazione fisica? La risposta è assolutamente certa: questi disturbi e malattie esistono anche se la scienza appare incerta nella loro classificazione. Potete parlare di disturbi o malattie funzionali (per opporli a quelli organici) oppure potete usare il termine più moderno di neurosi organiche, ma il concetto non muta: l’attività di un organo, cioè la sua funzione, può essere compromessa senza che l’organo in questione presenti una lesione clinicamente accettabile.


Ma se l’organo è sano, come spiegare il suo disturbo? Eccovi un facile paragone invece di una noiosa dissertazione. Se per la vostra automobile o per il vostro motoscooter adoperate un cattivo carburante o un pessimo lubrificante, il motore finirà per rendere poco o niente, e sì che i congegni meccanici rimangono “sani”. Lo stesso discorso vale per il funzionamento del corpo umano: se usiamo male l’energia che abbiamo a disposizione, se forziamo o se freniamo troppo l’attività di qualche organo, questo finirà per accusare irregolarità nella sua funzione, anche se il medico non saprà indicare una lesione o un processo degenerativo. Per continuare col paragone del carburante inadatto, diremo che è proprio l’irregolare vita emotiva quella che maggiormente influisce sull’usura degli organi: inquietudine, preoccupazione, ansie, paure, affaticamento fisico e mentale, traumi, mancanza di riposo, esagerata sensibilità.


L’eccesso di tensione nervosa si localizza in qualche organo e i disturbi non tardano a far capolino. Non è soltanto il cervello e il sistema nervoso che accusano il colpo, perché il groviglio di emozioni e la tensione non scaricata possono insediarsi praticamente in un organo qualsiasi: si tratterà dell’apparato digerente, e dallo spasimo potremo arrivare perfino all’ulcera gastrica: si tratterà del fegato, e assisteremo a tutte le possibili sindromi epatiche: si tratterà dell’albero respiratorio, e avremo strane asme nervose: si tratterà del cuore, e qui ci troveremo di fronte alle nevrosi cardiache con palpitazioni, extrasistolie, dolori improvvisi che simuleranno perfino l’angina di petto. Quasi in tutti i casi il paziente lamenterà insonnia, sensibilità parossistica, paura della vita e delle sue responsabilità. Qualche paziente accuserà lievi paralisi agli arti, indebolimento della vista, disturbi uditivi o tendenza allo svenimento.


Tutti questi malati “possono” trovare sollievo con i mezzi magici del guaritore e la ragione è addirittura banale: se un’emozione ha potuto produrre disturbi del genere un’altra li potrà anche arrestare o liquidare. Anche l’entrata nel gabinetto del dentista può far sparire il dolore, e tutti sanno che una buona notizia può giovare alla convalescenza come una cattiva notizia può causare un deciso peggioramento. Negli stati febbrili si possono vedere questi effetti emotivi controllando la curva della febbre. In un’inchiesta francese sono elencati i disturbi più frequentemente affrontati dai guaritori (nevralgie, eczemi, enteriti, palpitazioni cardiache, oppressione asmatica, tosse nervosa, disturbi urinari, certe forme di paresi agli arti) e con l’affermazione della moderna medicina psico-somatica noi sappiamo che in tutti i casi citati il fattore emotivo può avere una grande importanza e quindi agire sulle emozioni del malato significa agire anche sul male lamentato.


Ma i fedeli e i beneficiati dei guaritori insisteranno: come spiegare i miglioramenti o le guarigioni nei casi di malattie organiche, nei casi dove il medico aveva previamente accertato una tipica lesione organica? Neppure in questo caso (quando si verifica sul serio) parleremo di guarigioni miracolose, perché è banalmente noto che “tutti” i malati traggono reale beneficio quando riescono a restare sereni e fiduciosi. Se il guaritore mobilita e potenzia la resistenza emotiva del paziente, se sa sfruttare a fondo i tesori della suggestione, allora può contare su quel tale miglioramento. E’ stato giustamente osservato che una cura psichica avrebbe una incalcolabile utilità nei sanatori e noi aggiungeremmo: in tutti gli ospedali.


Non si offendano i guaritori quando si afferma che senza la suggestione la loro arte rimarrebbe incerta e inefficace. La psicologia oggi sa che la suggestione è un fenomeno complesso, che fa parte delle nostre tendenze e che può realmente influire tanto direttamente sullo stato mentale e affettivo quanto sul funzionamento degli organi. E se il guaritore sa qualcosa di positivo, è proprio il mezzo per sfruttare a fondo questa attività psichica (concediamo senza difficoltà che molti medici non sanno usarla opportunamente) Si tratti dell’ambiente dove il guaritore lavora, della pubblicità sapientemente manovrata, dell’atteggiamento, dello sguardo o della parola, della cerchia dei “guariti” che affollano l’anticamera elogiando il Maestro, è sempre la suggestione che opera.


Ecco il famoso guaritore inglese Harry Edwards con il suo stuolo di dodici segretarie che lo aiutano a sbrigare la corrispondenza e a preparare gli incontri con i malati. Di fronte al paziente seduto il mago si irrigidisce, chiude gli occhi, appoggia la sinistra sulla nuca del soggetto e la destra sulla fronte, mormora la formula e ordina al male di sparire. Per lui è facile dire questo ordine, perché afferma che sono gli spiriti di Pasteur e di Lister a fare la diagnosi. Chi gli crede sulla parola, è già per tre quarti guarito.


Ecco le “asciumicatrici” e le “magare” che ancora lavorano nelle zone della Calabria: donne con lo scialle nero che dalla testa scende sulle spalle, ceri accesi, tocco della parte malata con dell’olio tiepido, litanie e formule d’incantesimo. E, naturalmente, le porte e le finestre bene spalancate per permettere allo spirito maligno di allontanarsi. Il meno che si possa dire è che sarebbe strano se il povero malato non si sentisse sollevato dopo aver udito l’ordine perentorio: “Fora malocchio, intra bonocchio”. Ecco il mago che fissa il paziente con occhi spiritati, che compie i “passi magnetici”, che sfiora lievemente la parte del corpo dolorante e che persuade (lo diciamo sul serio) il soggetto a sentirsi meglio. Se il malato accetta la suggestione, se crede fermamente alla parola o al gesto magico, egli non potrà non migliorare.


Ma ecco la grande domanda: si tratta di illusioni o di miglioramenti reali? A costo di scandalizzare qualcuno, diremo che in qualche caso il miglioramento può essere reale, e lo diciamo appoggiandoci alle tesi di molti psicologi che hanno studiato il fenomeno della suggestione. Quando diciamo che la suggestione agisce sulla sfera del subcosciente (e qui l’accordo è universale) precisiamo che questa zona oscura si trova proprio al confine tra il corpo e la psiche: ecco perché l’attività inconscia ha dei rapporti intimi tanto con la vita degli istinti quanto con quella della mente. Se questo è vero, allora non è per nulla strano che la suggestione del guaritore, una volta raggiunta la zona dell’inconscio, influisca anche sul fisico, cioè sugli organi del malato.


Nell’intervento del guaritore non vi è null’altro al di fuori del potere suggestivo? Noi abbiamo posto questa domanda a una trentina di psichiatri, neurologi e medici che conoscono l’argomento ed ecco il responso: la grande maggioranza propende esclusivamente per la suggestione e solo qualcuno ha accennato alla possibile esistenza di qualcosa al di fuori della semplice suggestione. Di che si tratta? Le risposte sono state incerte. Un’energia sconosciuta che si sprigionerebbe dalle mani del guaritore, un fluido di natura oscura che agirebbe sugli organi malati nel senso di mobilitare le resistenze fisiche del paziente.


Intendiamoci bene. Tutti i guaritori sostengono di avere in dotazione un discreto capitale di questa energia misteriosa, ma non vi consigliamo d’invitare i guaritori a spiegare il fenomeno. Ed è naturale che sia così, perché i guaritori non hanno quasi mai una preparazione scientifica adeguata e fanno dei terribili pasticci quando vogliono atteggiarsi a scienziati e usare una terminologia che hanno digerito soltanto a metà. E’ bene aggiungere subito che le ricerche sull’eventuale esistenza di energie di natura sconosciuta non sono molto progredite e che tra gli studiosi manca un accorso sicuro sul fenomeno.


Uno dei casi più impressionanti si riferisce al potere che hanno certi soggetti di mummificare un animale o un frammento di tessuto vivente con la sola imposizione delle mani, e a letteratura cita addirittura l’esperienza di qualche mago orientale che riuscì a disseccare un intero albero. Noi abbiamo visto più di una volta questi oggetti mummificati (pesciolini, uccellini, pezzetti di carne, foglie eccetera) ma siamo sempre del parere che non conta nulla vedere soltanto il risultato, e continuiamo a raccomandare il controllo di tutto il processo da parte di un istituto di biologia o di fisiologia. Non si capisce come non siano gli stessi soggetti interessati a sollecitare un controllo scientifico del genere invece di accontentarsi dei soliti protocolli firmati spesso da persone assolutamente incompetenti per giudicare una questione così delicata.


Una serie di esperimenti analoghi fu compiuta con la guaritrice bolognese Imelde Tommasini sotto il controllo del professor Armani dell’A.I.S.M. (Associazione Italiana Scientifica di Metapsichica). Si trattava dell’imposizione delle mani su semi secchi di lenticchie per constatare l’eventuale influenza sulla loro germinazione. I risultati sono stati soddisfacenti: le mani della guaritrice hanno determinato un aumento di temperatura (+10°C, in confronto ai +5°C dello stesso prof. Armani e di un altro soggetto di controllo) e successivo indice di crescita delle piantine che è risultato superiore a quello ottenuto dai due soggetti di controllo.


Altre prove di effluviografia, per constatare l’eventuale influsso della imposizione delle mani sulla pellicola fotografica avvolta in due carte nere, non hanno dato alcun risultato. Indubbiamente, ricerche del genere vanno incoraggiate, e abbiamo ricordato Imelde Tommasini perché è stata tra i pochi soggetti che hanno costantemente sollecitato l’intervento degli studiosi per accertare e controllare le proprie capacità paranormali. Tra gli altri menzioneremo Giovanni Andalini di Lecce e Lodovico Paglia di Mulinetti di Recco, che non cercano il mistero più o meno facile, ma la collaborazione del medico e dello psicologo.


Ma noi dobbiamo ancora rispondere alla domanda che molti pongono a proposito dei guaritori. I pazienti che assicurano di essere guariti o di aver ottenuto dei miglioramenti insperati e assolutamente inspiegabili dicono sempre la verità e possiamo parlare di “vere” guarigioni? A prima vista la domanda sembra oziosa, perché ogni guaritore con vasta clientela può vantare non solo le testimonianze dei soggetti guariti, ma una serie di testimonianze scritte e firmate da molti medici. Senza mettere in dubbio la competenza e la buona fede di questi ultimi, bisogna dire che questa testimonianza non può avere un valore assoluto. Essa si riferisce infatti alla constatazione della guarigione o del miglioramento al momento della visita di controllo e non può dire nulla sulla durata dell’effetto constatato.


E’ evidente che solo il criterio della durata può offrire la garanzia scientifica del fenomeno vantato dal guaritore: se il paziente dichiara di sentirsi meglio e se il medico lo conferma in base ad un esame serio, non basta ancora. La dichiarazione medica dovrebbe essere ripetuta tra sei mesi o tra un anno ed è ovvio che dovrebbe essere una commissione medica a rilasciare il certificato finale. Se si può disporre del controllo radiologico o di quello di laboratorio, nulla di meglio. Se insistiamo su questo punto è perché abbiamo seguito più di un malato che si è rivolto al guaritore (e in parecchi casi si trattava di maghi celebri e idolatrati dalle folle) e che per parecchi giorni dopo la “visita miracolosa” hanno continuato ad affermare o la guarigione o un deciso miglioramento. Dopo una settimana il malato ripiombava nella disperazione, perché la sofferenza era ritornata, e spesso con un’intensità addirittura esasperata. Altro è la guarigione in sede psicologica e altro è la guarigione in sede clinica: la testimonianza personale, suggerita e sostenuta dall’euforia e dalla speranza, non va sempre di pari passo con quella verificata e confermata dall’oggettivo esame clinico.


Bisognerebbe poi mettere in rilievo un aspetto pericoloso del guaritore. In molti casi il paziente perde del tempo prezioso con delle “cure” che non servono a nulla, mentre potrebbe ottenere la salute se non tardasse a rivolgersi al medico specializzato. I casi dei tumori maligni sono i più impressionanti ed è doveroso richiamare l’attenzione del pubblico sull’assoluta necessità di lasciare da parte tutti i maghi del pianeta e cercare senza indugi l’aiuto medico. Ci sono venuti i brividi quando abbiamo letto in un recente trattatello sulla “imposizione delle mani” che perfino il tetano poteva venire bloccato e liquidato con il fluido misterioso che sgorga dalla punta delle dita. Questa è un’affermazione semplicemente criminale.


Concludere sui guaritori? Lavorino pure, ma sotto controllo medico. La scienza (si tratti della medicina o della psicologia) non si sentirà affatto umiliata se potrà apprendere qualcosa, ma l’attività incontrollata del guaritore non giova neppure alla “medicina ribelle” perché le incognite sono molte. Ecco perché in Francia è stato proprio un medico (il dottor Claoué) a difendere i guaritori e a incoraggiare la loro organizzazione giuridica, ma a patto che sia sempre il medico a indirizzare il paziente e a controllare i risultati raggiunti. La soluzione è saggia e i guaritori veramente degni di questo nome saranno i primi ad appoggiarla.

 

Articolo di Antonio Miotto da “Oggi” n. 37 dell’11/9/1952